E una sera inciampai in una persona bizzarra. Amica di un'amica. Era arrivata con quasi un'ora di ritardo, ma era entrata nella mia macchina come ci conoscessimo da sempre: tirando fuori storie acrobatiche su imprevisti che l'avevano trattenuta. Una voce quasi soul, lievemente consunta e ricca di frequenze medio basse, una risata sincera. Queste le prime immagini di lei che ho tra i ricordi. Scherzava continuamente su di sé, sulla sua vita e sui suoi amici, ironizzando su cose che trovava assurde, ma che evidentemente adorava, del suo modo di essere. Viveva, in un certo qual modo, dividendosi tra Roma e il suo paesone in provincia di Bari. Ma in realtà, per via di un mestiere che ha a che fare con la politica, ma con poche e nebbiose prospettive, passava più tempo ad attraversare l'Italia che in queste sue due case perfettamente equipollenti.
Di lei mi aveva conquistato questa familiarità con gli spostamenti continui, la sua serenità di fronte alle incertezze che la vita le riservava e una profondità d'animo imponderabile. Per una settimana ci siamo indagati le vite, scoprendo di essere quasi sempre negli stessi luoghi dell'anima. Fino a tornare, poi, ognuno al proprio peregrinare e alla propria destinazione.
I chilometri e le città, l'odore delle stazioni e il ferro dei binari, i ritardi e le corse, le diverse inflessioni dell'italiano e gli sguardi forestieri, possono riempire l'esistenza. Così che i viaggi non sono più parentesi tra una permanenza e l'altra, ma diventano vita quotidiana. L'unica vita possibile. Vita interrotta da soste. Soste tra parentesi. E poiché il viaggio è la quintessenza della vita, così, abitanti di un treno, ci si sente inequivocabilmente vivi. L'unico vero rischio è di non vedere mai nessuna città oltre la sua stazione, di abituarsi all'odore del ferro dei binari, di correre inutilmente per un ritardo e di conoscere lingue e sguardi quasi al buio, o nella migliore delle ipotesi... Sotto un quarto di luna
I chilometri e le città, l'odore delle stazioni e il ferro dei binari, i ritardi e le corse, le diverse inflessioni dell'italiano e gli sguardi forestieri, possono riempire l'esistenza. Così che i viaggi non sono più parentesi tra una permanenza e l'altra, ma diventano vita quotidiana. L'unica vita possibile. Vita interrotta da soste. Soste tra parentesi. E poiché il viaggio è la quintessenza della vita, così, abitanti di un treno, ci si sente inequivocabilmente vivi. L'unico vero rischio è di non vedere mai nessuna città oltre la sua stazione, di abituarsi all'odore del ferro dei binari, di correre inutilmente per un ritardo e di conoscere lingue e sguardi quasi al buio, o nella migliore delle ipotesi... Sotto un quarto di luna
AMMAZZA CHE BEL TESTO! CHISSA' IL BRANO!
RispondiEliminaLA VOCE CHE SA DI ZENZERO E MANDORLA AMARA E' SPLENDIDO.
E' UNA VOCE ROCA E PICCANTE NO?
L'OPPOSTO DELLA TUA, DOLCE E LEGGERA.
SEI ATTRATTO DALLE DONNE CON CARATTERISTICHE OPPOSTE A TE